Dopo un po’ di tempo, ho finalmente deciso di cominciare a scrivere qualcosa d’altro su questo sito, oltre che lasciare ai posteri solo la mia, nonché interessantissima, abbordabilissima ed esaustivissima tesi. Abbiate pazienza e cercherò di darvi altro.

Essendo questa mia ricerca dedicata a tutti coloro che si sono dati corpo e anima all’informatica, ancora prima che fosse definita tale, ed a quelli che oggi vi si dedicano altrettanto assiduamente sviluppando nuove meraviglie, vorrei aprire questa sezione con un paio di righe dedicate ad un ragazzino che ha fatto vedere al mondo cosa significa essere hacker. E per hacker non intendo “solo” lo smanettone di codice, per hacker intendo quello che viene definito nell’”An Abridged Dictionary of the TMRC Language“, ovvero colui che costruisce qualcosa per il gusto di farlo, senza seguire i metodi convenzionali o imposti. Kelvin è questo tipo di hacker.

Se ne è parlato poco più di due mesi fa di Kelvin Doe (aka DJ Focus), nato in Sierra Leone nel 1997, il giovanissimo scienziato amatoriale ed autodidatta che, con le sue gesta, ha stupito il mondo occidentale, e soprattutto l’MIT, tanto da potersi oggi aggiudicare il titolo di più giovane ospite al ”Visiting Practitioner’s Program” presso l’istituto.

Il piccolo Kelvin Doe è diventato famoso grazie alle sue batterie ed il generatore elettrico da egli costruiti quand’era 13enne utilizzando materiali di recupero. Ha preso dei rottami, un po’ di soda, q.b. di acido, metallo e nastro adesivo, li ha messi insieme ed ha fatto la magia. Cosa l’ha spinto a farlo, oltre che alla passione per la scienza, è stata la necessità di trovare il modo per alimentare il suo progetto di una stazione radio FM autocostruita, e questo mi ricorda molto il genere di personaggi che vagavano per l’MIT negli anni ’60 come Richard Greenblatt o Stewart “Stew” Nelson, entrambi con un passato da radioamatori DIY e una vita da devoti all’informatica ed all’elettronica (vedi la sezione della tesi Generazione 1.0 _ MIT: Le origini del nome e dell’etica).

Ad ogni modo Kelvin ha non solo dimostrato una capacità innata ed una predisposizione naturale alla tecnologia, ma è riuscito a fare molto anche per la sua cittadina. Ha portato l’energia elettrica là dove, come dice lui, <>. Ormai moltissimi dei suoi concittadini fanno riferimento a lui, non solo per ricaricare i loro cellulari, ma anche per seguirlo nelle sue invenzioni e, soprattutto, nei suoi programmi radiofonici:

They call me DJ Focus because I believe if you focus, you can do an invention perfectly.
“Mi chiamano DJ Focus perché credo che se tu focalizzi quello che vuoi fare, puoi inventare perfettamente”

 

Fare e condividere… cosa c’è di più hacker?  

Il video seguente, realizzato dalla THNKR , vi permetterà di conoscere un po’ meglio questa reincarnazione vivente, e detto tra noi un po’ più socievole ed affabile, degli hacker dell’età dell’oro.

 

Questo articolo vuole essere soprattutto introduttivo, se volete approfondire vi lascio alcuni link (in inglese) di riferimento più esaurienti:

 
Alla prossima!
 

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