INTRODUZIONE

 

HACK IS AN ATTITUDE! (intro) from CyberPunk-Kitten on Vimeo.

 

Mi ricordo quando, su nella mansarda di casa, mio padre aveva organizzato il suo ufficio. Lì c’era il computer. Una presenza familiare che avevo sempre visto, un oggetto che pensavo fosse sempre esistito. Premevo i bottoni per accenderlo, si avviava la schermata nera con una strana scritta col cursore lampeggiante in alto a sinistra: C:\>. Scrivevo “win” dopo slash e maggiore, premevo il grosso tasto a elle rovesciata di “invio” e partiva Windows 3.1. Erano i primi anni ‘90. Mi piaceva disegnare con “Paint“. La maggior parte delle volte facevo uno sfondo nero e disegnavo con i cerchi e col pennello quadrato, la faccetta di un omino sognante. Lo sfondo nero del mio disegno e il ronzio dello schermo a tubo catodico, che sinesteticamente ormai collegavo, mi affascinavano, mi inquietavano e se ci ripenso è ancora così. Col tempo poi ho realizzato, che pur essendo allora tra i pochi bambini ad avere un computer in casa e ad usarlo, in realtà avevo alle spalle stregue di seguaci, sudditi, guru e stregoni che dedicavano la loro vita, magari iniziando per caso, a queste magnifiche macchine “Turing complete”, che facevano di “ogni uomo un dio”. Personaggi che già 40anni prima dei miei primi vezzi col mouse, erano stati talmente coinvolti, avevano visto e sentito dentro di se, nella loro pancia, spesso vuota, la potenza di questo strumento che, oltre ad averlo interpretato in una vera e propria etica, hanno voluto mettere le mani su questa strana forma di miracolo, fatto di valvole e armadi prima, di chip e monitor poi, e smontarlo, rimontarlo, stravolgerlo, evolverlo. Personaggi ammirati e incompresi, che pur sentendosi degli eletti, sono comunque assoluti sostenitori della condivisione delle informazioni e dei mezzi, della libertà di conoscere, fare e collaborare.

Si chiamano Hackers e spesso sono connotati come criminali informatici, violatori dei sistemi… L’ultima definizione effettivamente si può dire corretta: violare per andare oltre il sistema. Marcél Duchamp ha trasformato una latrina in opera d’arte, John Whitney modificava dei computer analogici della II G.M. per realizzare animazioni, arte si, ma soprattutto hacking!

Le Arti Multimediali che si fanno conoscere come le installazioni, interattive o meno, performance audiovisive immersive, teatro danza, mapping che trasformano gli edifici, ma anche la musica elettronica, probabilmente, senza i coraggiosi pionieri che “smanettando” di giorno, e soprattutto di notte, hanno inventato modi e soluzioni per rendere sempre più dinamico il mondo della tecnologia, non sarebbero andate oltre all’organo colorato di Bainbridge Bishop e L’IBM 7094 (e di conseguenza HAL di 2001_A Space Odissey) non avrebbe mai cantato “Daisy Bell”. Termini come FLOSS (Free/Libre Open Source Software) e Creative Commons, che introdurrò in questa tesi, e che stanno alla base dei maggiori progetti di hacking odierni, forse non esisterebbero nemmeno.

Riscattiamo quindi questi Pirati Geniali, che si immergono nella rete, tessono con i circuiti e suonano con i bit; puliamo dal fango i loro nomi, liberandoli dal meme negativo col quale vengono spesso fraintesi. Ammiriamo i loro strumenti e il loro spirito libero “colpevole di curiosità”.

Roberta Boncompagni

 

 

PARTE I : COMPUTER

PARTE II : HACKER

 

One Response to HACK IS AN ATTITUDE! di Roberta Boncompagni

  1. Dario Guerrini scrive:

    Buongiorno Roberta, spero che legga questo mio messaggio. Mercoledì 3 Ottobre all’Istituto di Informatica de La Sapienza (Roma), nell’ambito delle manbifestazioni per Alan Turing, ci sarà una dimostrazione con una macchina Enigma originale. Ioparlerò poi superficialmente di buchi della sicurezza ricondotti alla decifrazione di Enigma. Non so dove lei sia, ma mi farebbe piacere se riuscisse a venire (ore 16.30 vi asalaria 16.30). Ho letto quasi tutti i suoi contenuti e ora ne so un po’ di più. Cordiali saluti Dario Guerrini

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